Cibo e vino

La diciannovesima buca: i ristoranti dei golf club italiani

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A La Mandria il menu del circolo si divide in un «Percorso Blu» e un «Percorso Giallo», come i due campi da diciotto buche. Non è l'unico club dove la tavola dice qualcosa del luogo: ecco dove la diciannovesima buca merita la prenotazione.

Nel gergo dei golfisti la diciannovesima buca è il bar o il ristorante del circolo, dove si rifà il giro a parole. Nei circoli italiani si va dallo snack tra le due nove al ristorante con chef e carta dei vini. Le tavole che seguono hanno qualcosa di riconoscibile: un cuoco con un nome, un legame stretto con il territorio, una terrazza che vale il viaggio, e spesso le porte aperte anche a chi non gioca. Orari e giorni di chiusura sono quelli pubblicati dai circoli: cambiano con le stagioni, quindi prenotate sempre.

Piemonte: la regione dove il circolo si siede a tavola sul serio

In Piemonte tartufi, carni e vini arrivano nei menu dei circoli.

Golf Club Colline del Gavi: La Locanda e la cacciagione

Sulle colline del Gavi il ristorante La Locanda, aperto anche a chi non gioca, lavora con lo chef Andrea Bisio i prodotti del territorio: cacciagione, funghi e tartufi secondo stagione, una carta di bianchi del territorio e un menù del golfista pensato per la pausa tra le buche. È chiuso il martedì. Chi vuole fermarsi dorme nella foresteria del Golf Club Colline del Gavi, undici camere.

Circolo Golf Torino La Mandria: la firma di un ristorante stellato

Al Circolo Golf Torino La Mandria la cucina è curata da La Credenza, ristorante stellato di San Maurizio Canavese. Il menu ricalca i due percorsi del club: il Percorso Blu è di cucina piemontese, il Percorso Giallo più contemporaneo. C'è un limite importante: secondo il circolo l'accesso è riservato ai soci, salvo eventi speciali. È il caso in cui conviene chiedere alla segreteria prima di contare sul pranzo.

La Margherita a Poirino e Cherasco: chef e piatti di Langa

Al Golf Club La Margherita il locale si chiama Lo Swing: bar, ristorante e pizzeria aperto anche agli esterni. La cucina è dello chef Daniele Eusebio, che il circolo presenta come proveniente dall'esperienza del team torinese OINOS, con prodotti locali e a chilometro zero; le pizze sono affidate a un pizzaiolo napoletano. D'estate si mangia sulla terrazza e sotto i portici.

A Cherasco il bar-ristorante, con veranda, porta in tavola la Langa senza giri di parole: tajarin, formaggi della Val Maira, lumache e carne della Granda. In cucina ci sono Massimiliano e Donatella Montese.

Altri due indirizzi piemontesi che il circolo dichiara aperti a tutti: a I Girasoli di Carmagnola il ristorante, nato nel 1994, usa carni locali e le verdure dell'orto biologico della struttura, e il club considera la carta dei vini il suo punto di forza; a La Serra di Valenza si mangia cucina del territorio con vini regionali, meglio prenotando.

Nord-Est: pesce, colli e cucina di confine

Lignano: il risotto con la silene

Il Ristorante Al Golf di Lignano ha una terrazza sul campo ed è aperto dalle 12 alle 21:30. La cucina punta su pesce fresco e su quella che il circolo chiama cucina di confine; tra i piatti segnalati c'è il risotto con la silene, erba spontanea friulana.

Golf Club Padova: Ser Petracco tra terrazza e camino

Al Golf Club Padova, sui Colli Euganei, il ristorante Ser Petracco cambia stagione con la sala: d'estate si mangia sulla terrazza panoramica, in autunno e in inverno c'è una sala con camino per le cene a tema.

Trieste e Pordenone: il golfo e la tradizione

Al Golf Club Trieste il ristorante Buca 19 ha i tavoli affacciati sul campo e, in primavera e d'estate, si mangia all'aperto con il golfo davanti. Più a ovest, al Golf Pordenone di Castel d'Aviano, il ristorante Clubhouse, rinnovato di recente, è aperto a tutti e propone piatti della tradizione locale; è chiuso il lunedì.

Lombardia e Alto Adige: il menu senza glutine e la cucina indiana

Il Colombaro di Salò: chef e menu senza glutine

Il ristorante del Golf Club Il Colombaro, a Salò, è aperto a pranzo e a cena con lo chef Bruno Piovanelli. Ha un business lunch e, cosa rara in un circolo, un menu senza glutine preparato da uno staff formato da AIC Lombardia, l'associazione dei celiaci.

Pustertal: una carta che arriva fino all'India

Al Golf Club Pustertal, vicino a Brunico, il Bar Ristorante GOLF propone una cucina dichiaratamente mista: locale, mediterranea e indiana. È aperto tutti i giorni fino alle 21, anche a chi non gioca, con una terrazza al sole. Più a sud, in Trentino, il ristorante del Golf Club Rendena a Bocenago serve cucina trentina ed è anch'esso aperto agli esterni.

Carimate: la club house con lo chef Marzio

Al Golf Club Carimate, in Brianza, il ristorante è affidato a Green Food e allo chef Marzio, con una cucina che va dalla tradizione lombarda alla mediterranea. Poco lontano, al Golf Brianza di Usmate Velate, il ristorante La Cascina ha una terrazza sul campo ed è aperto tutti i giorni tranne il martedì.

Centro e Liguria: Appia Antica e riviera

Fioranello: Diciotto, tra la buca 18 e l'Appia

Dal luglio 2020 il bar-ristorante del Golf Club Fioranello si chiama Diciotto: una sala da circa 60 posti che guarda da un lato il green della buca 18, dall'altro il parco dell'Appia Antica, ai piedi dei Castelli Romani.

Sanremo: Tee Shot e Matteo Riccitelli

Al Circolo Golf degli Ulivi di Sanremo il ristorante Tee Shot è gestito dal marchio Ad Hoc con lo chef Matteo Riccitelli: aperto ogni giorno a pranzo, il venerdì e il sabato anche a cena, chiuso il martedì. Sulla stessa riviera, il Golf Club Albisola gestisce in proprio un ristorante aperto a tutti con una combinazione insolita, cucina ligure e sarda, e una carta dei vini selezionata.

Antognolla: un ristorante aperto al pubblico sotto il castello

In Umbria, all'Antognolla Golf Club, la tenuta di 500 ettari dominata dal castello è ancora in sviluppo come resort, ma campo e ristorante sono già aperti al pubblico: il ristorante si chiama La Boiola.

Cosa sapere prima di prenotare

  • Chi può sedersi a tavola. La maggior parte di questi ristoranti è dichiarata aperta anche a chi non gioca. Fa eccezione La Mandria, riservata ai soci salvo eventi.
  • Il giorno di chiusura. In molti circoli il ristorante chiude nello stesso giorno del campo: il martedì è il più frequente (Colline del Gavi, Golf Brianza, Sanremo).
  • La sera. Diversi ristoranti di club lavorano soprattutto a pranzo: Sanremo apre a cena solo il venerdì e il sabato. Per la cena verificate sempre.
  • Il tavolo dopo il giro. Se prenotate il tee time, chiedete insieme il tavolo: nei giorni di gara la segreteria sa dirvi se il ristorante è riservato ai partecipanti.

Domande frequenti

Si può mangiare al ristorante di un golf club senza essere soci?+

Spesso sì: Colline del Gavi, La Margherita, I Girasoli, Lignano, Golf Pordenone, Pustertal, Rendena e Albisola dichiarano il ristorante aperto anche a chi non gioca. Alcuni circoli lo riservano ai soci, come La Mandria salvo eventi speciali: chiedete alla segreteria.

Che cosa si intende per diciannovesima buca?+

È il modo in cui i golfisti chiamano il bar o il ristorante del circolo, dove ci si ferma dopo le diciotto buche del percorso.

Quali ristoranti di golf club hanno uno chef con un nome?+

Andrea Bisio a Colline del Gavi, Daniele Eusebio a La Margherita, Bruno Piovanelli al Colombaro, Matteo Riccitelli a Sanremo, lo chef Marzio a Carimate. La cucina di La Mandria è curata dallo stellato La Credenza.

C'è un golf club con menu senza glutine?+

Il ristorante del Golf Club Il Colombaro di Salò propone un menu senza glutine preparato da uno staff formato da AIC Lombardia, l'associazione dei celiaci.

Qual è il giorno di chiusura più comune dei ristoranti dei circoli?+

Tra questi circoli è il martedì, spesso lo stesso giorno di chiusura del campo. Orari e giorni cambiano con le stagioni: verificate sul sito del circolo.

Dove si mangia la cucina tipica piemontese in un golf club?+

A Cherasco, con tajarin, formaggi della Val Maira, lumache e carne della Granda; a Colline del Gavi, con cacciagione, funghi e tartufi di stagione; a I Girasoli, con carni locali e verdure dell'orto biologico.

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