Per la Ryder Cup 2023 a Roma un marchio di Costermano sul Garda è stato licenziatario ufficiale e uno nato a Quarona nel 1924 ha vestito Team Europe: il golf ha una moda italiana, ma «made in Italy» è una formula che va letta con attenzione.
Chi cerca abbigliamento da golf italiano trova subito un problema di definizione: «italiano» può voler dire tre cose diverse, un marchio nato in Italia, un capo disegnato in Italia, un capo davvero fabbricato in Italia. Due nomi raccontano bene la questione: Chervò, nato per lo sport, e Loro Piana, casa di moda che veste la Ryder Cup. I prezzi cambiano a ogni collezione, e l'etichetta conta più del logo.
Chervò: dallo sci al golf
Chervò è, secondo il proprio sito, un'azienda italiana fondata nel 1982 e specializzata in abbigliamento da golf. Nasce tra le Dolomiti come marchio di abbigliamento tecnico da sci; negli anni Novanta il golf diventa, scrive l'azienda, «l'evoluzione naturale» di quell'esperienza. Oggi dichiara una presenza in oltre 40 Paesi con più di 700 punti vendita, tra boutique monomarca, pro shop dei principali golf club, department store e rivenditori specializzati. La sede operativa è a Costermano sul Garda (Verona), quella legale a Castelrotto (Bolzano).
Le tecnologie proprietarie dichiarate sono cinque: Aqua-Block, Wind-Lock, Pro-Therm, Dry-Matic e Sun-Block, pensate per proteggere da pioggia, vento, freddo e sole. Il marchio si presenta inoltre come licenziatario ufficiale della Ryder Cup e della Solheim Cup. Per l'edizione di Roma, nel 2023, secondo la stampa di settore era «Official Licensee for the very first Ryder Cup in Italy», con una collezione dai motivi ispirati a Roma.
Dove si trova? Il pro shop del Golf Club Castelconturbia vende marchi come Ralph Lauren, Chervò, Callaway e Titleist, e il pro shop del Golf Club Passeier.Meran, in Val Passiria, è marchiato Chervò, così come quello del Quellenhof Passeier. Vestirsi per un giro in Alto Adige o nel Novarese non richiede quindi una trasferta.
Loro Piana: l'uniforme della Ryder Cup
Loro Piana è un nome diverso: non un marchio nato per il golf, ma una casa di moda e tessuti fondata nel 1924 a Quarona da Pietro Loro Piana, nota per cashmere, vigogna e lane extrafini. Dal luglio 2013 LVMH ne ha acquisito l'80%, quota salita al 94% nel 2025. Il legame con il golf è la Ryder Cup: dal 2016 Loro Piana fornisce l'uniforme ufficiale del team europeo.
A Roma, nel 2023, la squadra europea ha vestito Loro Piana con camicie a collo alto in lana superfine, gilet leggeri, pantaloni, cappello e sacca; i tessuti erano lana, microfibra Wind® e jersey di cotone, con i colori dell'Italia, della bandiera europea e il «kummel» tipico del marchio, secondo la rivista Rain. Una piccola gamma con il logo di Team Europe è stata venduta solo nella boutique romana del marchio durante l'evento.
Il campo di quella Ryder Cup è il Marco Simone Golf & Country Club, a Guidonia: l'Europa ha battuto gli Stati Uniti 16,5 a 11,5. Il castello che domina il campo è stato restaurato dalla stilista Laura Biagiotti.
«Made in Italy»: cosa dice davvero la legge
Un marchio italiano non vuol dire per forza che i capi siano cuciti in Italia. La normativa italiana fa riferimento alla Legge 350/2003 e alle modifiche successive: un prodotto è «Made in Italy» se è interamente fatto in Italia o se vi ha subito l'ultima trasformazione sostanziale; solo i prodotti «progettati, fabbricati e confezionati in Italia» possono usare formule come «100% Made in Italy» o «tutto italiano» (Decreto Legge 135/2009). Il solo disegno in Italia non basta. Per i prodotti tessili e le calzature esistono anche obblighi di etichettatura che indicano dove avvengono le fasi di lavorazione.
Un esempio che aiuta a distinguere: FILA nasce nel 1911 a Coggiola, nel Biellese, ma dal 2007 il gruppo è passato all'imprenditore sudcoreano Gene Yoon. Origine e proprietà non coincidono, ed è la ragione per cui conviene guardare l'etichetta più che il logo. Vale anche per i marchi citati qui: per sapere dove è stato prodotto un capo, la risposta è sull'etichetta.
Quando l'italiano è anche architettura
C'è un altro tipo di legame fra moda italiana e golf: il salone della club house del Royal Park I Roveri, a Fiano, è firmato da Brunello Cucinelli ed è stato inaugurato nel 2024. Non è abbigliamento, ma è un esempio di come un nome della moda sia entrato nei circoli.
Come scegliere
| Criterio | Cosa controllare |
|---|---|
| Origine del marchio | Dove è nata l'azienda (Chervò: 1982; Loro Piana: 1924; FILA: 1911) |
| Dove è fabbricato il capo | L'etichetta di composizione e origine |
| Funzione | Le tecnologie dichiarate (Aqua-Block, Wind-Lock, ecc.) |
| Dove provarlo | Il pro shop del circolo, che spesso tratta il marchio |
| Dress code | Il regolamento del circolo dove giocate |
Curiosità
- Dalle piste ai fairway. Chervò nasce tra le Dolomiti come marchio di sci.
- Dal 2016. Loro Piana veste la squadra europea di Ryder Cup dal 2016.
- Una stilista salva un castello. Il castello di Marco Simone è stato restaurato da Laura Biagiotti.
Domande frequenti
Quali sono i marchi italiani di abbigliamento da golf?+
Due nomi di riferimento sono Chervò (fondato nel 1982, specializzato in golf) e Loro Piana (casa di moda del 1924, fornitore della squadra europea di Ryder Cup dal 2016).
Chervò è un marchio italiano?+
Secondo il suo sito sì: è un'azienda italiana con sede operativa a Costermano sul Garda. Per il luogo di produzione dei singoli capi fa fede l'etichetta.
Cosa significa «Made in Italy» su un capo da golf?+
Che il prodotto è interamente fatto in Italia o vi ha subito l'ultima trasformazione sostanziale. Per usare «100% Made in Italy» occorre che sia progettato, fabbricato e confezionato in Italia, secondo la normativa del 2009.
Dove si compra abbigliamento da golf italiano?+
Nei pro shop dei circoli: Chervò è venduto, per esempio, a Castelconturbia e a Passeier.Meran. Altri negozi e boutique sono indicati sui siti dei marchi.
Chi ha vestito la squadra europea alla Ryder Cup di Roma?+
Secondo la stampa di settore, Loro Piana, con una collezione realizzata per Team Europe nel 2023.
Serve un abbigliamento particolare per giocare nei circoli italiani?+
Sì, in molti circoli esiste un dress code: lo trovate nel regolamento di ciascun circolo, e conviene chiedere alla segreteria prima di partire.
