La Spagna ha 496 campi e circa 299.400 golfisti tesserati, il Portogallo 88 campi e 18.499 tesserati, l'Italia 232 circoli secondo il dato federale del 2019. Numeri diversi dicono viaggi diversi: ecco come scegliere, senza tifare per nessuno.
Spagna, Portogallo e Italia sono tre mete golf mediterranee, ma con proporzioni molto diverse, e il confronto è più qualitativo che numerico. Qualche numero utile, però, c'è.
I numeri in fila: tre paesi di dimensioni molto diverse
| Spagna | Portogallo | Italia | |
|---|---|---|---|
| Campi (dato federale) | 496 (2024) | 88 (2026) | 232 circoli (2019) |
| Golfisti tesserati | 299.400 (2024) | 18.499 (2026) | circa 90.000 (2019) |
| Fonte | Real Federación Española de Golf, via EGA | Federação Portuguesa de Golfe, via EGA | Federazione Italiana Golf, via Statista |
Attenzione ai confronti diretti: gli anni sono diversi e le definizioni di «campo» non coincidono (la Spagna conta 210 campi pubblici da 18 buche, 170 privati da 18, 74 percorsi corti, driving range e altro; per l'Italia il dato è un numero di circoli). Da questi numeri si ricava una cosa solida: la Spagna ha un'offerta di scala diversa, con più del doppio dei campi e più di tre volte i tesserati rispetto ai dati italiani del 2019; il Portogallo è un mercato compatto (il dato 2023 della federazione era 102 campi, quello 2026 è 88).
Concentrazione contro varietà
Qui sta la vera differenza tra le mete.
- Spagna e Portogallo ragionano per distretti. Secondo l'ente turistico andaluso, l'Andalusia ha 117 campi, di cui 70 sulla Costa del Sol, che si presenta come la più alta concentrazione di campi dell'Europa continentale su 150 chilometri di costa. In Portogallo, le fonti di settore contano 32-33 campi in Algarve, una regione sola su cui si concentra l'offerta turistica.
- L'Italia è dispersa. I campi sono sparsi regione per regione, e questo è insieme il limite (servono auto e spostamenti) e il pregio: lo stesso viaggio mette insieme un giro e una città d'arte, un lago, una cantina. Un itinerario di sette giorni tra Firenze, Venezia e Verona, per esempio, ha il campo ogni giorno e le città il resto del tempo.
Se il vostro viaggio ideale è sei giorni, sei campi, un solo albergo, la concentrazione dà ragione a Costa del Sol e Algarve. Se è un giro al giorno e il resto della giornata altrove, l'Italia ha il profilo giusto.
L'Italia nei fatti: campi da torneo dal mare alle isole
Quattro indirizzi dove il golf italiano ha ospitato i grandi circuiti:
- Verdura, in Sicilia: 45 buche di Kyle Phillips su 230 ettari sul mare, dove l'European Tour ha giocato il Rocco Forte Sicilian Open (stato dei campi al 3 ottobre 2026: West Shore in conversione e Executive chiuso fino alla primavera 2027). Hotel: Verdura Resort, campo Verdura Golf Club.
- Argentario, in Toscana: ha ospitato l'82° Open d'Italia nel giugno 2025 (vinto da Adrien Saddier) ed è, dal 2019, l'unico percorso italiano con licenza PGA National, secondo il resort. Il green fee 2026 va da 120 a 170 euro. Hotel: Argentario Golf & Wellness Resort; campo: Argentario Golf Club.
- Is Molas, in Sardegna: dal 1975 ha ospitato quattro Open d'Italia; il green fee feriale va da 80 a 135 euro. Campo: Is Molas.
- Masseria San Domenico, in Puglia: il campo sul mare è della stessa proprietà, e ha ospitato l'Italian PGA Championship e la Grand Final del Challenge Tour; nel 2026 gli ospiti pagano 65-105 euro invece di 95-150. Hotel: Masseria San Domenico.
Sul fronte del costo, l'Italia ha una forbice molto larga: dai 25 euro di un nove buche cittadino ai 170 euro dell'Argentario in alta stagione. In bassa stagione si risparmia: a Tanka, in Sardegna, il listino 2026 prevede 60 euro d'inverno contro i 100 di agosto.
La stagione: quando ha senso l'Italia
Una vacanza golf in Italia ha senso soprattutto sui campi di costa e delle isole, dove il circolo dichiara l'apertura per tutto l'anno: a Cervia (Adriatic Golf Club) il circolo è aperto tutto l'anno, con fairway in bermuda e trasemina invernale, e il listino 2026 va da 70 euro in bassa stagione a 100-120 in alta. Spagna e Portogallo si presentano soprattutto come mete di stagione lunga e mite.
Come scegliere tra Italia, Spagna e Portogallo in tre domande
- Quanti campi vuoi giocare, e quanto vuoi guidare? Più campi e meno trasferimenti: Costa del Sol o Algarve. Meno campi e più varietà: Italia.
- Cos'altro vuoi dalla vacanza? Città d'arte, cucina, lago o isola, tutto nello stesso viaggio: l'Italia lo offre in ogni regione. Un resort tutto costruito attorno al golf: è la proposta tipica dei distretti spagnoli e portoghesi.
- Hai già l'handicap? In Italia molti circoli chiedono il certificato (per esempio Sala Baganza, Salsomaggiore e Lamborghini, con limite massimo 54 dove indicato), altri non lo indicano: chiedete in segreteria. Per Spagna e Portogallo conviene chiedere al singolo campo.
Domande frequenti
Quale paese ha più campi da golf, Italia, Spagna o Portogallo?+
La Spagna: 496 campi secondo il dato federale 2024. Il Portogallo ne conta 88 (2026). Per l'Italia il dato federale del 2019 parla di 232 circoli.
Quanti golfisti tesserati ci sono nei tre paesi?+
Circa 299.400 in Spagna (2024), 18.499 in Portogallo (2026) e circa 90.000 in Italia (2019).
Dove si concentrano i campi in Spagna e in Portogallo?+
In Andalusia 117 campi, 70 dei quali sulla Costa del Sol; in Algarve 32-33 campi, secondo le fonti di settore.
In Italia si può giocare d'inverno?+
Sì, nei campi di costa e isole che dichiarano l'apertura continua, come Cervia, o con un listino invernale come Tanka (60 euro nel 2026).
Perché scegliere l'Italia?+
Perché in ogni regione il giro si abbina a una città, un lago o una cantina, e i campi sono diversi uno dall'altro. Ci sono anche circoli con green fee sotto i 50 euro, come Campagnola Emilia (25 euro per nove o 18 buche nel 2026).
Serve il certificato di handicap per giocare in Italia?+
Spesso sì: molti circoli lo chiedono, per esempio Sala Baganza, Salsomaggiore e Lamborghini, con limite massimo 54 dove indicato. Altri non lo indicano, quindi conviene chiedere in segreteria.
