Cinque campi, quattro tappe in auto e un dislivello che va dalla riserva di caccia dei Savoia agli ulivi sopra Sanremo. Il viaggio comincia dove sono cresciuti i Molinari e finisce davanti al mare.
L'Italia del golf si presta al viaggio in auto più di quanto si pensi: molti campi sono in collina, e la sacca nel bagagliaio toglie il problema dei supplementi aerei. L'itinerario attraversa due regioni e cinque paesaggi, dal parco della Mandria alle porte di Torino fino alla Riviera dei Fiori: cinque giorni, cinque campi, circa 400 chilometri in tutto. Ogni tappa è un campo con una storia propria.
Aggiungete margine ai tempi di guida, soprattutto sulle strade di collina e sulla costa in estate.
L'itinerario in breve
| Giorno | Campo | Buche | Trasferimento dal campo precedente |
|---|---|---|---|
| 1 | La Mandria (Fiano, Torino) | 36 | Partenza |
| 2 | Cherasco (Langhe) | 18 | circa 75 minuti, 90 km |
| 3 | Colline del Gavi (Tassarolo) | 27 | circa 95 minuti, 118 km |
| 4 | Garlenda (Riviera ligure) | 18 | circa 105 minuti, 128 km |
| 5 | Sanremo, Circolo Golf degli Ulivi | 18 | circa 60 minuti, 69 km |
Giorno 1: La Mandria, il campo dei Molinari
Si parte alle porte di Torino, dentro il parco regionale della Mandria, che fu riserva di caccia dei Savoia. Il Circolo Golf Torino La Mandria gioca qui dal 1956 e ha due percorsi da 18 buche par 72. Il Blu è il campo di John Stenton Fleming Morrison, sede degli Open d'Italia 2013 e 2014; il Giallo ha la sua buca più fotografata alla 14, un par 3 con il green su un'isola oltre il lago. È anche il campo dove sono cresciuti Edoardo e Francesco Molinari: da qui Francesco è partito verso la Claret Jug vinta a Carnoustie nel 2018.
Da sapere prima di prenotare: il listino visitatori pubblicato dal circolo non indica l'anno, e il ristorante, curato dallo stellato La Credenza, secondo il club è riservato ai soci salvo eventi. Per la sera conviene quindi guardare a Torino o ai dintorni di Venaria.
Giorno 2: Cherasco, tra Tanaro e Stura con il Monviso sullo sfondo
Circa 75 minuti verso sud e si entra nelle Langhe. Il Golf Club Cherasco è un parkland su due livelli costruito alla confluenza di Tanaro e Stura, con più di 1.500 alberi ad alto fusto e acqua in gioco su nove buche. Il circolo ne ricorda un dettaglio curioso: nei laghi vivono carpe erbivore e testuggini che aiutano a tenere puliti i fondali. La buca da ricordare è la 13, un par 4 in discesa con il green oltre un lago.
Il terreno alluvionale drena in fretta, così, spiega il club, si gioca con regolarità anche dopo la pioggia. Attenzione al calendario: il circolo è chiuso il martedì non festivo, e l'ultimo listino online è quello del 2025, quindi le cifre vanno confermate. A tavola, il ristorante con veranda serve tajarin, formaggi della Val Maira, lumache e carne della Granda.
Giorno 3: Colline del Gavi, il circolo nato in una cascina
La tappa più lunga dopo quella verso il mare: circa un'ora e mezza verso est, in provincia di Alessandria. Il Golf Club Colline del Gavi ha una storia che si racconta volentieri: il primo campo pratica dei fondatori era su un terreno così ripido che le palline tornavano indietro da sole. Il gruppo trovò allora una cascina abbandonata, la Cascina Spinola, e lì il 1° maggio 1990 colpì la prima pallina.
Oggi le buche sono 27 su 110 ettari di colline, laghetti e ruscelli; le 18 di campionato sono di Luigi Rota Caremoli. Il circolo avverte che i dislivelli chiedono gambe buone: è il giorno giusto per la golf car. Dal 1° marzo 2026 il campo è indicato come sempre aperto. Chi vuole fermarsi trova la foresteria del circolo, con undici camere, e il ristorante La Locanda con cacciagione, funghi e tartufi di stagione e una carta di bianchi del territorio.
Giorno 4: Garlenda e l'«Amen Corner» ligure
Si scende verso la costa: circa 105 minuti fino alla Val Lerrone, nell'entroterra di Alassio. Il Golf Club Garlenda è un par 72 di 6.085 metri disegnato nel 1964 da John Morrison e John Harris, con la prima nove tra ulivi centenari e casolari e la seconda tra querce e pini. Il circolo ha battezzato la sua buca 11 «Amen Corner», come il tratto più temuto di Augusta, e conserva le foto dell'Open d'Italia 1971. È aperto tutti i giorni dell'anno.
Qui il viaggio può rallentare: la La Meridiana, Relais & Châteaux dal 1978, è a pochi passi dal campo e la reception prenota tee time, lezioni e golf car. L'hotel propone anche un pass per cinque giorni consecutivi e la formula 9 buche dal pomeriggio, utile se si arriva dopo pranzo. Il listino del circolo pubblicato online è del 2024: per le tariffe attuali chiedete alla segreteria o all'albergo.
Giorno 5: Sanremo, il campo corto tra gli ulivi
L'ultimo trasferimento è il più breve, circa un'ora lungo la riviera. Il Circolo Golf degli Ulivi è un campo corto, 5.203 metri par 69, ma tutt'altro che facile: ha undici par 4, cinque par 3 e solo due par 5, e buche strette tra gli ulivi. La 14, par 3 di 210 metri con ulivi su entrambi i lati, è per il circolo la più difficile; la 16, nata par 4, è oggi un par 3 da 228 metri.
Il listino 2026 fissa il green fee di 18 buche a 65 euro nei feriali e 80 nei festivi, con una promozione a 50 euro il giovedì non festivo. Un avviso pratico: il circolo resta chiuso dal 29 settembre al 9 ottobre 2026 per arieggiatura e risemina. Per l'ultima notte, il Royal Hotel Sanremo è tra gli alberghi convenzionati con il circolo e ogni autunno organizza il Royal Golf Challenge: nel 2026 il 24 e 25 ottobre.
Consigli per il viaggio in auto
- Il verso conta. Percorrere l'itinerario da Torino al mare significa chiudere con le tappe più brevi e con la costa; al contrario si finisce in pianura, vicino all'aeroporto di Torino.
- Pianificate i giorni di chiusura. Cherasco chiude il martedì: non mettetelo nel giorno sbagliato. Sanremo ha una chiusura per manutenzione a cavallo tra settembre e ottobre.
- Golf car in collina. Colline del Gavi avverte sui dislivelli; Garlenda e Sanremo sono in collina. Prenotate la golf car con il tee time.
- La sacca nel bagagliaio. In auto il problema dei supplementi aerei sparisce, ma non lasciate l'attrezzatura in vista nell'auto parcheggiata durante le soste in città.
- Prenotate tutto prima. Le tariffe di La Mandria, Cherasco e Garlenda vanno confermate: i listini online non sono del 2026.
Domande frequenti
Quanti giorni servono per un road trip di golf tra Piemonte e Liguria?+
Cinque giorni bastano per cinque campi, uno al giorno, con trasferimenti tra una e due ore circa. Con un giorno in più si può raddoppiare una tappa, per esempio alla Mandria, che ha due percorsi da 18 buche.
Quanti chilometri si guidano in tutto?+
L'itinerario da La Mandria a Sanremo è di circa 400 chilometri, divisi in quattro trasferimenti tra 69 e 128 chilometri.
Si può giocare alla Mandria senza essere soci?+
Sì, il circolo ha una pagina dedicata ai visitatori con il listino dei green fee. Il ristorante, invece, è riservato ai soci salvo eventi speciali.
Qual è il campo più facile del giro?+
Nessuno è davvero facile: Sanremo è il più corto, ma ha buche strette tra gli ulivi e cinque par 3. Colline del Gavi è il più faticoso per i dislivelli.
Dove dormire durante il road trip?+
La Meridiana a Garlenda è vicinissima al campo e il Royal Hotel Sanremo è convenzionato con il Circolo Golf degli Ulivi. A Colline del Gavi c'è la foresteria del circolo.
In che periodo conviene fare questo itinerario?+
Garlenda è aperto tutto l'anno e Colline del Gavi è indicato come sempre aperto; controllate però le chiusure di Cherasco (martedì) e quelle stagionali di Sanremo.
